Un piccolo passo…
Il sito è stato messo in linea… considerando la mia consueta pigrizia e la tendenza a posticipare la realizzazione dei progetti che mi passano per la testa… direi che siamo già a buon punto.
L’idea è da un bel po’ che se ne stava lì e prima o poi doveva in qualche modo concretizzarsi. Adesso c’è solo la base, vediamo se con il tempo riesco a costruire qualcosa di utile…
4 Responses to “Un piccolo passo…”
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Stefania on 13 dic 2007 at 11:29 #
Gentili lettori di redattori.net,
mi chiamo Stefania e non sono una redattrice. Mi scuso dunque per l’intrusione. Premetto inoltre che questo intervento non è a carattere autopromozionale, ma non credo abbia rilevanza collettiva.
Sono una ricercatrice (non strutturata) del Politecnico di Milano che sta pensando di cambiare lavoro e che, tra le possibili strade da imboccare, sta prendendo in considerazione il mondo dell’editoria. Pensavo di prendere la strada della grafica editoriale, un percorso che sarebbe più consono alla mia formazione (maturità artistica e laurea in architettura). Non ho abbandonato questa idea, ma ho l’impressione che per lavorare in editoria sia bene conoscere tutti gli aspetti della produzione di un libro.
Scrivo questa mail per avere alcuni consigli. In primo luogo, il salto lavorativo che sto immaginando è fattibile?
In secondo luogo, quali corsi di formazione può seguire un aspirante redattore? Ho letto dei diversi master disponibili, ma per accedere a quello di Milano – l’unico che in questo momento mi è logisticamente accessibile – è necessario avere una laurea diversa dalla mia. Non esistono altri percorsi formativi? Quando ancora questi master non esistevano come si formava un redattore? Sul campo? Ho letto di corsi tenuti dalla casa editrice Lindau e di seminari organizzati dall’agenzia letteraria Con.testi. Qualcuno può dirmi se sono validi e utili?
Infine, realisticamente, quali opportunità lavorative esistono in questo settore? E quanti anni devono passare per raggiungere uno stipendio decente? Non un posto fisso, intendiamoci! A quello ho definitivamente rinunciato. Ma uno stipendio decente. Per darvi un’idea di quello che intendo con questo aggettivo vi posso dire che nei primi 9 mesi della mia vita da ricercatrice (che è durata tre anni) ho guadagnato in tutto 2.000 euro (cioè 220 euro al mese). Poi è arrivato un “periodo d’oro”, durato purtroppo solo pochi mesi, in cui venivo pagata 1.000 euro al mese. Dopo quel periodo, mentre la mole di lavoro e le responsabilità sono cresciute vertiginosamente (tanto da invadere tutto il mio tempo, compresi i fine settimana), il mio stipendio è calato inesorabilmente, fino a raggiungere poco più di 800 euro mensili.
Vi ringrazio per i consigli e le informazioni che vorrete darmi e mi scuso se nella mail ho commesso errori che potrebbero ferire la sensibilità di un redattore.
Stefania
grantlee75 on 04 gen 2008 at 01:52 #
Non so risponderti con precisione perché il tuo accenno alla grafica editoriale mi ha un po’ portato fuori strada sulle tue intenzioni.
Nel senso che un grafico lavora per l’editoria ma ha tutto un altro percorso di formazione rispetto ad un redattore. Mentre un redattore dovrebbe sapere un po’ di grafica editoriale ma sicuramente non in modo così specialistico (ma sapere cosa può chiedere a un grafico non sarebbe una brutta cosa).
In poche parole non ho capito se vuoi andare a fare la grafica o la redattrice…
Ora, nel primo caso… non so risponderti..
Direi che dipende da quanti anni hai e dal tuo entusiasmo.
Nel secondo… le vie d’accesso per il mondo della redazione editoriale ci sono anche al di fuori del campo della formazione in senso stretto. Magari cominciando con qualche collaborazione con un service editoriale. Più difficile con una cosa editrice, dove effettivamente un master magari ti dà l’accesso ad un periodo di stage (tanto poi o non ti tengono… o ti tengono precaria per 10 anni). Un master ti è utile ma non risolve i tuoi problemi: è un occasione soprattutto per conoscere gente che poi ritroverai all’interno del tuo ambito lavorativo… e questo, credimi, è TANTISSIMO.
Detto questo il settore è inflazionato perché è poco dinamico di suo… i tre/quattro master sfornano almeno un centinaio (e se sono 50 sono tante lo stesso) di discrete professionalità all’anno, pronte ad inserirsi anche per sei mesi senza prendere un euro in un ambito lavorativo in cui potenzialmente ci sono una marea di laureati in lettere e simili disposti a loro volta a lavorare gratis.
Fondamentalmente perché una casa editrice dovrebbe pagarti decentemente quando può farne a meno (tenendo presente che la qualità del prodotto editoriale non è una loro prerogativa, quindi meglio uno che lavora male a poco che uno che lavora decentemente che pretende un po’ di più – e, tenendo conto quanto detto sopra, spesso hanno anche buone professionalità a poco)?
Probabilmente riuscirai a guadagnare più di 220 auro al mese ma oltre i 1000 (a progetto… mica assunta con tutto quello che ne consegue) sarà difficile.
Poi magari hai un profilo professionale particolare e la fortuna di trovare un ambito in cui cercano proprio te (sei laureata in architettura… appassionata di editoria… metti che trovi qualcuno che cerca un redattore collaborare a qualche pubblicazione di settore…) e in questo caso le cose possono andare diversamente.
Non è un brutto lavoro, ha aspetti che danno anche entusiasmo. Fondamentalmente però questo lo sanno anche quelli che ti danno il lavoro e quindi riescono in fretta a fartelo passare…
Claudia on 25 ago 2008 at 12:35 #
Bravo ! Che bella idea creare un sito in cui i redattori editoriali possono comunicare . Siamo in molti (più di quello che si pensa) ma isolati dentro le nostre case o uffici con il nostro pc.
Io collaboro da un paio di anni con una casa editrice veronese come redattrice free-lance,( la condizione più diffusa nel selvaggio far-west dell’editoria) cioè una condizione di assoluto precariato, di attese di telefonate dell’editore e di pagamenti incerti e spesso rimandati. Avere la sicurezza di uno stipendio mensile è già una grande conquista, ma hai fatto bene ad inserire nel tuo blog il sondaggio sulle retribuzioni percepite ….così ci sentiamo un po’ meno soli e sfigati!
E’ comunque un lavoro che amo moltissimo; ogni nuovo libro è un’avventura che spaventa e cattura nello stesso tempo… anche se alla fine il mio nome non appare sulla copertina.
A chi desidera, come Stefania, entrare nel mondo dell’editoria ( grafico, illustratore, redattore, editing, cambia poco come reale condizione lavorativa) consiglierei come prima cosa di abbandonare fantasie poetiche perchè nel campo dell’editoria valgono le leggi più spietate del mercato globale, quelle insomma che hanno fatto grande l’economia cinese! Ma se avete molto entusiasmo , se amate il “far -West, se mettete in conto che l’editore (come il più temibile pistolero) può spararvi alle spalle in qualsiasi momento …beh, allora BENVENUTI ! Più siamo , più comunichiamo tra noi , più abbiamo possibilità , forse, di cambiare qualcosa. CIAO
Claudia
Giada on 25 mar 2009 at 16:38 #
Sarò coincisa. E già mi sto dilungando.
Che mi dite dei corsi per redattore editoriale della Minimum fax?
E invece il master della uni.mi? Quello in redattore editoriale che è segnalato anche su questo sito? E’ uno dei migliori?
Grazie. Giada.